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Il mondo della cucina, negli ultimi anni, ha subito un processo di spettacolarizzazione, mettendo in ombra una parte fondamentale come quella del servizio di sala, quasi declassato e assente dall’immaginario comune.

Per rilanciare la professione di sala in tutte le sue varianti – cameriere, sommelier, bartender e maître – il CMFP di Castel Fusano a Roma, coordinato dal Prof. Livio Ciappetta, ha organizzato un incontro sul tema. Tali figure, infatti, sono la parte visibile dell'impresa di ristorazione e ne definiscono il carattere e molto spesso ne determinano il successo o il declino. Lo storytelling su ricette e prodotti impazza, ma nessuno racconta più la nobiltà antica e le sfide moderne di questo importante lavoro, con i giovani che non “sognano” il lavoro di cameriere. Il numero di iscrizioni negli istituti alberghieri d’Italia, salvo rare eccezioni, conferma il picco verso il basso.

Fabrizio Fraschetti (Direttore del CMFP di Castel Fusano) ha detto: «La sfida che abbiamo raccolto e lanciato è di immaginare il cambiamento e reinventare la figura del cameriere, per renderla attraente come lo è diventata quella dello chef. Insieme alla ristorazione romana e alle istituzioni, vogliamo costruire una nuova immagine di questo antico mestiere».

«Abbiamo esposto le nostre idee – ha spiegato il Prof. Livio Ciappetta – tramite un menù preparato e servito dalle ragazze e dai ragazzi di Castel Fusano, enfatizzando in ogni portata il ruolo della sala, nella speranza che generi un momento di riflessione sul tema. I nostri docenti di cucina sono rimasti un passo indietro lasciando, il piacere della finalizzazione ai colleghi in giacca e cravatta».

Per il Prof. William Ventura «va valutato il valore aggiunto di una sala di livello per il ristoratore, oltre al ruolo centrale che assume nell’identità, non solo del ristorante, ma anche per veicolare le proposte dello chef e l’offerta della cantina, che vanno raccontate e sostenute».

Alla giornata hanno partecipato nomi importanti della ristorazione romana come l’ARCS (Associazione Ristoranti Centro Storico) Roma con Lorenzo Lisi e rinomati ristoranti capitolini come Orma, Pierluigi, Pipero, Il Tino, Patty Bistrot, Osteria dell'Orologio e Gastaldino.

Nel corso della 55esima edizione di Vinitaly, l'Assessore all'Agricoltura della Regione Campania Nicola Caputo ha premiato 19 ristoranti italiani con il riconoscimento "Ambasciatori dei Vini della Campania" attribuito ai ristoranti che con la loro Carta dei Vini svolgono un ruolo di ambasciatore dei vini campani sul territorio italiano.

 

Una giuria di esperti composta da Gianni Fabrizio (Curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso), Leila Salimbeni (capo redattore della rivista Spirito diVino), Guido Invernizzi (relatore AIS ed esperto dei vini della regione Campania) e Chiara Giovoni (Ambassadeur du Champagne in Italia, wine expert e ideatrice dell'iniziativa ) ha premiato le più significative carte dei vini dei ristoranti italiani fuori dai confini regionali campani, scelte per la loro interessante selezione dedicata ai Vini della Campania, con particolare attenzione alle liste vini caratterizzate da originalità, profondità ed ampiezza. Un attento lavoro di scouting e analisi che ha portato ad una prima selezione di oltre 200 carte dei vini, cui è seguita una shortlist da cui è stato scelto un solo ristorante per Regione, il primo ad entrare a far parte del network nazionale degli "Ambasciatori". Alla premiazione, che ha visto una grandissima affluenza di pubblico, hanno partecipato tutti i ristoranti vincitori, rappresentati dal loro sommelier, maître o patron provenienti da tutta Italia: "Un momento emozionante - ha dichiarato l'Assessore Caputo - che ci ha permesso di condividere il grande lavoro di valorizzazione portato avanti da appassionati ristoratori italiani per promuovere le eccellenze enoiche campane. SI tratta di un premio a cui la Regione Campania tiene particolarmente, che continuerà nei prossimi anni per consolidare un gruppo di ristoratori che annovera sin da ora realtà di eccellenza stellate e non." Le future attività dedicate al network saranno raccontate sul sito dedicato www.vinidicampania.com.

 

Sono stati anche attribuiti 3 premi speciali nella Regione Campania, con la collaborazione del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro: due premi alla carriera ai ristoranti Don Alfonso 1890* di Massa Lubrense e Oasis Antichi Sapori* di Valle Saccarda, e un premio giovane stella al ristorante SUD* di Quarto.

 

In questo momento di celebrazione delle eccellenze campane del vino, l'Assessore Caputo ha voluto cogliere l'occasione per manifestare l'orgoglio della Regione Campania per l'attribuzione del "Premio Angelo Betti - Benemeriti della Vitivinicoltura” ad Andrea Ferraioli della cantina Marisa Cuomo. Un importante riconoscimento che rende merito a quanti con la propria attività professionale o imprenditoriale abbiano contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese.

 

 

I 19 Ambasciatorie dei vini di Campania

 

Val d’Aosta: Ristorante Bellevue - Cogne

 

Liguria: La Brinca - Ne Genova

 

Lombardia: Sine by Di Pinto - Milano

 

Piemonte: Villa Crespi*** - Orta San Giulio

 

Veneto: Bottega del vino - Verona

 

Trentino Alto Adige: La stüa de Michil - Hotel La Perla di Corvara

 

Friuli Venezia Giulia: Laite* - Sappada

 

Emilia Romagna: San Domenico** - Imola

 

Toscana: Il Piccolo Principe** - Viareggio

 

Marche: Marchese del Grillo - Fabriano

 

Umbria: Elementi Fine Dining - Brufa

 

Lazio: Idylio* - Roma

 

Molise: Locanda Mammí - Isernia

 

Abruzzo: Ristorante Reale*** - Castel di Sangro

 

Puglia: Pashà* - Conversano

 

Basilicata: Oi Marí - Matera

 

Calabria: Abruzzino* - Catanzaro

 

Sicilia: Signum* - Salina

 

Sardegna: Luigi Pomata - Cagliari

Sabato 16 e domenica 17 settembre arriva a Cosenza la seconda edizione di “Fichi Festival”, la kermesse ideata dal Consorzio di Tutela Fichi di Cosenza Dop. I fichi saranno presentati nei loro mille volti, diventando protagonisti di una due giorni tutta da gustare.

Due giorni intensi nel corso dei quali si darà risalto alla bontà ed alla qualità dei Fichi di Cosenza Dop conosciuti in tutto il Mondo. Nel ricchissimo cartellone di eventi si inserisce anche lo show cooking, in programma domenica 17 settembre alle ore 20 e coordinato da Vira Carbone.

A Villa Rendano si metteranno ai fornelli Alessandro Alessandro Circiello (Chef Rai) e Carlo Alberto D'Audino, Executive Chef del ristorante Roland Spazio Field di Palazzo Brancaccio a Roma. Vista l’origine calabrese, Chef D’Audino si è detto entusiasta di poter partecipare all’evento: «Per la prima volta mi esibirò in questa manifestazione e, da calabrese, ne sono estremamente contento. Soprattutto perché potrò valorizzare un’eccellenza come il fico di Calabria».

Chef D’Audino presenterà una ricetta che andrà a scavare nella tradizione, rielaborata però in chiave moderna: risotto con brodo di prosciutto crudo, fico di Cosenza DOP e limone.

 

Dopo mesi di incontri, confronti e progetti, a Terrazza Caffarelli le migliori eccellenze del nostro Paese, hanno presentato “La Roma che vogliamo”, un progetto di riqualificazione dedicato alla ristorazione, organizzato dall’ARCS.

Economia, sostenibilità energetica e il ruolo internazionale della Capitale, sono queste le tematiche affrontate da ristoratori, politici e addetti ai lavori che sono intervenuti, per parlare di sostenibilità e ruolo economico delle attività di ristorazione. Spazio anche a turismo, dehors, indici di sostenibilità e, focus sulla nuova emergenza riguardante i rincari di luce e gas.

Angelo Giraldi e Enrico Pierri – rispettivamente dei ristoranti Angelino ai Fori e Il Sanlorenzo, aderenti all’ARCS – hanno posto in evidenza come «Roma debba dotarsi di spazi all’aperto all’altezza del suo nome. Le altre città si sono attrezzate, come ad esempio Firenze, Verona, Rimini e tante altre, diversificando anche le offerte. I dehors sono importanti in tutte le grandi città europee, come modello affermato a Parigi, e dobbiamo farlo anche a Roma. Noi, come ARCS, proponiamo un modello innovativo, sulla falsa linea di quelli già presenti in Europa, con un occhio anche al fatturato. C'è volontà e si può fare, siano un tessuto produttivo importante e vogliamo fare la nostra parte per il bene di Roma e preservarne il grande patrimonio».

I ristoratori hanno anche parlato del questionario per aderire all’Index di NeXt Economia, un modo per autovalutarsi e puntare all’eccellenza: «Ci mette davanti alle nostre responsabilità e ci fa capire meglio come agire e prendere coscienza del nostro lavoro in maniera effettiva. Così l'imprenditoria cresce. Anche il comparto energetico, ovviamente, è importante. Avere fonti pulite e rinnovabili all’interno dei dehors, ad esempio, ci consentirebbe di alimentarli mantenendo la bellezza e il decoro dei palazzi romani».

Valeria Baglio (Capogruppo PD all’Assemblea Capitolina) ha dichiarato: «Roma non è un modello unico. Quindi bisogna presentare modelli diversi per i vari quadranti della città. Questa proposta da ARCS, anche per noi amministratori, deve essere un'occasione da cogliere. In una città come Roma il turismo, e a cascata la ristorazione, sono temi da preservare, visto che sono, banalmente, anche un tornaconto per il Comune per avere più fondi da offrire ai cittadini attraverso servivi. Questa proposta è un'opportunità anche per migliorare il decoro della città, troppo spesso criticato. L'obiettivo del decoro, del controllo come previsto dall’Index di NeXt, l'efficienza energetica e la qualità saranno sicuramente punti centrali del nostro lavoro. Ma non solo nell'ambito della ristorazione. Questo deve essere solo il punto di partenza. È un lavoro da ampliare e il Comune è pronto a colloquiare e a collaborare per il bene della città. Un progetto ulteriormente positivo, perché vedrà la collaborazione con gli studenti della nostra città per le proposte che poi verranno utilizzate come proposte per i nuovi dehors».

Luca Raffaele (Direttore Generale NeXt Economia), oltre a spiegare il percorso di Next al fianco dei ristoratori dell’ARCS, ha precisato: «Quello dei dehors deve essere un pretesto per la rigenerazione urbana. Bisogna capire come agire. Se ho un bel dehors, ma un ristorante non attento al sociale e all'energia, creo semplicemente un danno, invece che una cosa positiva. Per questo abbiamo proposto ai ristoratori un index di qualità per generare una ristorazione sostenibile. Il NeXt Index ESG è un sistema di indicatori per valutare in maniera effettiva la sostenibilità, grazie al quale le aziende che aderiscono vengono valutate e accompagnate in percorsi di sviluppo sostenibile. Con ARCS abbiamo lavorato per adattare l’index alla realtà dei piccoli ristoratori, per rendere il progetto replicabile anche in altri territori. Il modello di impresa sostenibile che ne deriva può essere un elemento di imitazione per nuovi e aspiranti ristoratori che vogliono creare un impatto positivo per la loro comunità».

Raffaele Chiulli (Presidente SAFE), parlando della parte energetica, ha dichiarato: «L’efficientamento energetico è un tema dal quale non si può più prescindere. Con ARCS vogliamo vedere come si può migliorare il lavoro e dipendere meno dal consumo di energia, soprattutto in questo momento delicato. E’ quanto mai urgente mettere a fattor comune le best practices a livello nazionale e internazionale, per creare un percorso e un modello per Roma».

Luciano Spartaco Di Carlo (docente dell’IPSEOA Tor Carbone di Roma) ha presentato, invece, il progetto creato in collaborazione con ARCS, ANP (Associazione Nazionale Presidi), SAFE Energia, NeXt Economia e Musa Formazione. «Sposiamo volentieri iniziative come queste, perché aiutano a crescere la scuola alberghiera e i nostri ragazzi. Ci rendiamo disponibili per la parte più operativa del futuro della ristorazione». L’istituto della Dirigente Cristina Tonelli, infatti, collaborerà con Musa Formazione, azienda leader nel settore della formazione professionale, per sviluppare un render di dehors, seguendo le indicazioni degli studenti che prenderanno parte al progetto con un occhio, visto il momento delicato, all'efficienza energetica.

Cristina Costarelli (Presidente ANP Lazio) ha infine dichiarato: «Crediamo molto nel valore educativo di questa esperienza, che sarà un’occasione per gli studenti di aderire ad un progetto stimolante e costruttivo»

Dalle scuole, da ARCS e da Musa Formazione nascerà un modello di alta qualità in aperto confronto con NeXt Economia e SAFE. Solo così Roma, finalmente, sarà al pari delle migliori capitali europee.

 

 

L’ARCS (Associazione Ristoranti Centro Storico) di Roma è da sempre attenta alla qualità del servizio offerto e durante questo periodo ha puntato ad un miglioramento costante della qualità dei servizi offerti. Sono state diverse le iniziative portate avanti dall’ARCS, che ha sempre messo al centro del proprio impegno l’eccellenza, senza trascurare il lavoro etico, la professionalità e la visione europea e mondiale della città di Roma.

Attraverso la partnership con NeXt – Nuova Economia X Tutti, ad esempio, ha potuto sfruttare l’iniziativa dell’Index per autovalutare il lavoro svolto e certificarne l’eccellenza. Dal lavoro con Musa Formazione, invece, sono stati elaborati dei modelli di dehors che dovranno rappresentare il futuro per la ristorazione romana, sulla scia di quanto già fatto in altre importanti capitali europee.

Proprio per l’eccellenza espressa nel settore della formazione, MUSA – azienda leader nel settore della formazione con esperienza più che ventennale, con una specializzazione nella creazione e nello sviluppo di corsi professionali in modalità e-learning – è stata scelta dall’ARCS che ha deciso di sviluppare il corso di “Restaurant Manager”.

Il settore turistico e ricettivo è sempre alla ricerca di nuove figure professionali da inserire nell’ambito lavorativo, mantenendo alti gli standard di qualità. Ecco perché c’è la necessità di formare i professionisti del futuro, attraverso un corso pratico e teorico che faccia conoscere loro tutti i segreti del mestiere.

Con 150 ore di lezioni tecnico pratiche e 400 ore di stage retribuito per l’assunzione, i partecipanti al corso saranno seguiti da professionisti del settore. Tra i formatori ci saranno, infatti, manager e direttori delle strutture, facenti parte dell’ARCS Roma, e di strutture alberghiere e ricettive di grande lustro. Ne citiamo alcuni: gruppo Voi Hotel partner Alpitour, Apuliahotel group e BV Oly Hotel. I partecipanti al corso saranno poi inseriti nel programma di tirocinio retribuito declinato all'assunzione.

Nel corso delle lezioni, che si svolgeranno in una sede di Roma, si apprenderanno i quadri normativi, la comunicazione nella ristorazione, la sicurezza e l’igiene, la mise en place, il servizio di sala e i metodi di servizio.

Al termine del corso ci sarà uno stage retribuito, da svolgere direttamente nelle strutture convenzionate di Roma e dintorni. Le stesse che cercano professionisti da assumere e si sono rivolte a Musa Formazione, che grazie a questo corso aiuterà a sviluppare le competenze necessarie a gestire il lavoro facendo esperienza e pratica in diversi ristoranti. L'obiettivo è, infatti, fornire una comprensione dettagliata della gestione di un'attività ristorativa, dall'organizzazione dell'ambiente di lavoro alla gestione del personale e della clientela. Alla fine del corso, i partecipanti sapranno prendere le giuste decisioni per operare nel settore della ristorazione in modo efficiente e professionale.

Dici Tignanello e subito si accendono i sensi: la mente attraversa le vaste campagne toscane, baciate dal sole che risplende sugli acini d’uva; il palato sembra già avvertire i sentori di un gusto ricco e armonioso di uno dei vini che, ormai da 50 anni, ha fatto e fa la storia del settore enologico italiano.

Prodotto per la prima volta nel 1970 da Piero Antinori, il Tignanello nasce nella tenuta omonima che si sviluppa a San Casciano in Val di Pesa (Firenze).
Agli albori questo vino presentava la caratteristica di comprendere anche uva Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, venendo invecchiato in barrique. Una svolta storica per l’enologia toscana, che usciva così dallo schema, stabilito da Bettino Ricasoli, del vino Chianti Classico DOCG.

Dal 1975, però, la lavorazione subì un altro cambio; forse quello decisivo. L'uva bianca venne totalmente rimossa, lasciando la composizione odierna: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc.

Una formula quasi magica, capace di stupire ed ammaliare i palati di appassionati e cultori da tutto il mondo. Ultimi, ma solo in ordine di tempo, l’ormai ex Principe Harry e Meghan Markle.
Il distacco dalla Casa Reale, sorseggiando un calice di Tignanello, potrebbe essere meno duro.