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A Firenze, presso le Galleria degli Uffizi, si è svolta la cerimonia di lancio di un importante progetto di collaborazione e condivisione di iniziative culturali tra le Gallerie degli Uffizi e l’Uzbekistan, che ha come finalità quella di far conoscere agli studenti delle scuole Presidenziali, creative e specializzate della Repubblica dell'Uzbekistan le preziose opere del famoso e tra i più importanti musei del mondo.

All'evento hanno partecipato l'Ambasciatore dell'Uzbekistan in Italia Otabek Akbarov, il Direttore delle Gallerie degli Uffizi il Professor Eike Schmidt, il Vice Direttore dell'Agenzia per le Istituzioni Educative Presidenziali (APEI) Alisher Ubbiev (online), il Coordinatore del Dipartimento di Strategie Digitali del Museo Francesca Sborgi, il Responsabile del Dipartimento Cooperazione Internazionale dell'APEI Nazirulla Mannanov (on line), il Console Onorario dell'Uzbekistan nelle regioni Toscana e Umbria Leonardo Comucci, il Vicedirettore del Museo Veruska Filipperi, il Comandante del Distaccamento dei Carabinieri per la Conservazione dei Beni Culturali Claudio Mauti, gli studenti delle scuole Presidenziali, creative e specializzate dell'Uzbekistan (online), nonché i connazionali uzbeki residenti a Firenze.

L'ambasciatore dell'Uzbekistan Otabek Akbarov, nel suo discorso ha dichiarato che il sostegno ai giovani, la creazione di condizioni per lo sviluppo globale e un'istruzione di qualità sono inclusi nell'agenda della politica statale dell'Uzbekistan. Ha osservato, inoltre, che il Presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev ha avanzato una serie di proposte e iniziative sistematiche nel campo dell'istruzione, dell'educazione spirituale, morale e fisica dei giovani, che si sono riflesse nel programma statale "La Gioventù è il nostro Futuro" e nella Strategia di Sviluppo del Nuovo Uzbekistan per il 2022-2026.

Il Direttore del Museo, il Professor Eike Schmidt, nei suoi saluti di benvenuto ha sottolineato che questo progetto, lanciato alla vigilia della Giornata degli Insegnanti in Uzbekistan, è un primo passo per la realizzazione del progetto di cooperazione tra le Gallerie e il Paese centro asiatico, elaborato con l'Ambasciata dell'Uzbekistan a Roma. Si tratta di un progetto di condivisione di iniziative culturali che sta adesso prendendo forma. Gli Uffizi e l'Ambasciata uzbeka stanno lavorando duramente al programma da diversi mesi.

Il progetto ha già mosso i suoi primissimi passi: uno dei primi frutti è stato la traduzione e il doppiaggio in lingua uzbeka di una selezione di video della serie ‘La mia sala’, che illustrano i principali tesori delle Gallerie, pubblicati sia nella versione doppiata in uzbeko  che in quella italiana sottotitolata in uzbeko, e raccolti in una playlist Youtube e in una sezione dedicata del sito. 

Di conseguenza, per la prima volta, il più ricco patrimonio culturale conservato nel Museo è diventato disponibile in lingua uzbeka non solo per insegnanti e studenti dell'Uzbekistan come materiale didattico, ma anche per un vasto pubblico dato che tutti e dieci i video sono stati pubblicati sul sito della Galleria degli Uffizi.

Il Direttore del Museo Eike Schmidt ha anche osservato che l'Uzbekistan era un importante centro strategico della Grande Via della Seta, fungendo da centro di scambio e cooperazione tra culture e civiltà diverse. L'Uzbekistan è indissolubilmente legato e si riflette nelle opere d'arte legate all'Asia, che sono state create e trasportate lungo la rotta commerciale dalla Cina all'Europa. È noto che Le Gallerie degli Uffizi custodiscono molti preziosi manufatti asiatici. Secondo Eike Schmidt l'Uzbekistan mantiene attualmente il suo posto come crocevia di interazione economica, culturale e internazionale. A questo proposito, ha ricordato il vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai tenutosi di recente a Samarcanda.

Questo progetto è stato il risultato di molti mesi di lavoro dei team della Galleria degli Uffizi e dell'Ambasciata dell'Uzbekistan a Roma. I video sono stati tradotti dall’italiano in lingua uzbeka da Komila Kirgizova, cittadina uzbeka, residente stabilmente in Italia. A sua volta l'APEI dell'Uzbekistan ha lavorato alla voce fuori campo dei video e alla creazione di sottotitoli in lingua uzbeka mantenendo il suono originale italiano.

Il progetto, nella fase iniziale, si propone di essere utilizzato nelle scuole professionali create per lavorare con giovani dotati, sostenere le loro iniziative, realizzare il talento e il potenziale delle nuove generazioni, nonché fornire formazione a specialisti di alto livello professionale in grado di rappresentare l'interesse del Paese sulla scena internazionale.

Nella fase successiva, al fine di familiarizzare l'intera popolazione dell'Uzbekistan con le inestimabili opere d'arte conservate nel Museo delle Gallerie degli Uffizi, è prevista la possibilità di utilizzare i video da parte del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo e dei Beni Culturali dell'Uzbekistan. Le Gallerie degli Uffizi hanno inserito questi video, doppiati in uzbeko, in una sezione speciale del proprio portale (https://www.uffizi.it/video-storie/uffizi-in-uzbeko), che aiuterà il vasto pubblico uzbeko a conoscere il patrimonio culturale unico del Museo, nonché promuovere la lingua uzbeka tra i visitatori del sito web.

Le Gallerie degli Uffizi sono il primo museo al mondo aperto al pubblico dal 1769. Lo straordinario complesso museale racchiude il nucleo delle collezioni d'arte, preziosi manufatti e libri dei Medici, degli Asburgo-Lorena e dei Savoia. Si tratta di una straordinaria raccolta di tesori che vanno dall'Antichità al Novecento e, negli anni, le collezioni di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli hanno contribuito alla fama degli Uffizi. Sin dal Rinascimento, questi tre siti museali sono stati collegati tra loro da un'ingegnosa costruzione, il Corridoio Vasariano, e insieme formano uno dei centri culturali più importanti e visitati al mondo. Le Gallerie degli Uffizi sono attualmente il miglior museo del mondo secondo la rivista "Time Out". Possiede una ricca collezione raggruppata in un unico luogo, che consente una varietà di percorsi tematici e storici, alternativi al consueto modo di visitare le gallerie. L'allestimento e l'ordinamento dei percorsi museali consente al grande pubblico di ripercorrere importanti eventi storici attraverso i celebri monumenti d'arte.

 

 

E’ stata presentata a bordo della Nave più bella del mondo, il Veliero Amerigo Vespucci, in occasione della Barcolana a Trieste, la XXVI edizione dell’evento che coniuga cultura, formazione e solidarietà e che sabato 15 ottobre nella splendida Reggia Sabauda della Venaria Reale, si concluderà con una serata di charity.

Grazie alla consolidata collaborazione con la Marina Militare, come ogni anno le Debuttanti incontrano gli Aspiranti Guardiamarina all’interno della storica Accademia Navale di Livorno, quest’anno al suo 141 anniversario dalla fondazione, per una giornata durante la quale la storica coreografa della manifestazione Ida Pezzotti unirà le giovani coppie per le prime prove di ballo.

Un percorso, quello dell’evento, che vede le sia le Debuttanti che gli Aspiranti Guardiamarina, impegnati in diverse attività formative e culturali, uniti per creare quel valore di cui in nostro Paese, soprattutto in questo periodo così difficile, necessita di vivere e rafforzare.

Madrina dell’edizione 2022 sarà la Principessa Tana Ruffo di Calabria scelta per il suo impegno sociale a favore dei malati e disabili nei pellegrinaggi a Lourdes.

“Vienna sul Lago”,  è  un’iniziativa che, proprio grazie ai suoi obiettivi e ai progetti sociali realizzati durante tutta la sua storia, ha ottenuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti da parte della Presidenza della Repubblica italiana e della Presidenza della Repubblica austriaca e che praticamente da sempre gode dei patrocini del Ministero della Difesa, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte, delle Ambasciate d'Austria presso il Quirinale e presso la Santa Sede e della Città di Vienna.

Il progetto che torna a puntare l’attenzione sulla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, attraverso l’iniziativa “scarpette rosse” del progetto “Zapatos Rojos” realizzato per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juárez, la città di frontiera nel nord del Messico dove è nato il termine “femminicidio”, in questa edizione di “rinascita” si prefigge l’obiettivo sociale di raccogliere fondi a favore di SOS Villaggi dei Bambini Onlus.  L’associazione, è parte del network di SOS Children’s Villages, la più grande Organizzazione a livello mondiale impegnata da oltre 70 anni affinché i bambini e i ragazzi che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, concretizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente.

Presente in 138 Paesi e territori, aiuta oltre 1 milione di persone tra bambini, bambine, ragazzi, ragazze e le loro famiglie. In Italia promuove i diritti di oltre 39.000 bambini e giovani e si prende cura di oltre 700 persone tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi momenti di disagio.

Un altro importante appuntamento, lanciato nell’edizione 2018 dal Comitato Organizzatore che ha voluto rendere omaggio al Gen. Delio Costanzo - uno dei suoi principali fondatori, è quello del “Premio Costanzo”: un prestigioso riconoscimento che rende onore a Donne, Uomini e Istituzioni che, attraverso il loro operato nei singoli campi professionali, hanno reso un “nobile” servizio al Paese. Per questa edizione il Premio sarà consegnato: per la sezione “Istituzioni”, alla Marina Militare, quale riconoscimento dello straordinario impegno che gli Uomini e le Donne che hanno profuso quotidianamente, per la sicurezza marittima e la tutela degli interessi nazionali, ritira il Premio il  Capo di Stato Maggiore Ammiraglio Enrico Credendino; per la sezione “Imprenditoria”, all’Azienda Azimut|Benetti Group è il più grande produttore al mondo di yacht sopra i 24 metri, da 22 anni al primo posto della classifica del Global Order Book.  ritira il premio la Dott.ssa Giovanna Vitelli; per la sezione “Sport”, all’atleta olimpica Arianna Fontana, pattinatrice italiana di Short Track. Vanta di essere la donna italiana più medagliata di sempre ai Giochi Olimpici, con ben 11 medaglie vinte ai Giochi Olimpici Invernali e Coppa del Mondo durante la sua carriera per la sezione “Informazione”, al giornalista e conduttore televisivo Rai Franco Di Mare, inviato nei Balcani nel periodo del conflitto, in Africa e in America centrale. Nel 2002 è passato al TG1 dove è stato inviato di guerra in Afghanistan e in Iraq.

L’edizione 2022 si fregia di annoverare, in qualità di media-partner Rai Canone, attraverso l’iniziativa “Un abbonato in prima fila” e Rai Italia poiché la manifestazione da diversi anni, oltre ad avere un carattere europeo, racconta ed esporta le eccellenze della nostra italianità all’estero.

Anche per questa edizione l’evento avrà una Deb selezionata da RTL 102.5, la prima radiovisione italiana e media-partner della manifestazione.

Alla serata, presentata dalla giornalista Rai Roberta Ammendola e dal giovane conduttore-giornalista di RTL 102.5 Enrico Galletti, parteciperanno - come ogni anno - numerosi personaggi del mondo della cultura, delle istituzioni e dello spettacolo, mettendo al servizio della solidarietà la propria professionalità e la propria arte.

A partire dall’8 Settembre fino a data 27 il Castello Visconteo Sforzesco di Novara apre le porte alla rassegna “Congiunti” presentando una rosa di artisti internazionali, scelti nel panorama contemporaneo, trattati nell’omonima pubblicazione a marchio Giunti editore che uscirà a fine anno. L’iniziativa riguarda lo studio e l'esposizione di opere di autori viventi che presentino affinità, citazioni, legami e somiglianze con maestri del passato oltre il tempo e lo spazio.

L’arte, nel corso dei secoli, è stata fonte di ispirazioni e rimandi allo stesso modo il progetto, articolato in diverse mostre e in una pubblicazione, andrà a suggerire quei manufatti che, nonostante un linguaggio attuale, siano forieri di valori di bellezza universalmente validi. Autorevoli maestri del passato - in pittura, scultura e fotografia- troveranno nuovi "eredi" in alcuni autori di oggi secondo una prospettiva che vede il sistema artistico come una grande famiglia di modi espressivi differenti, imparentati tra loro, a dirla usando le parole di Ludwig Wittgenstein. Tante espressioni artistiche, alternate nella storia, hanno originato una “forma del tempo” genitrice di segni, opere, manufatti in cui spesso forme e stilemi attuali sono andati a riscoprire linguaggi estetici passati; per fare un esempio basti pensare al recupero, nel secondo Novecento, di quelle Avanguardie sorte molto prima e non sufficientemente sviluppate.

Il risultato delle mostre sarà registrato nel volume “Congiunti”, in uscita a conclusione dell’anno dalla storica casa editrice. Ad aprire il ciclo espositivo sarà appunto Novara, a seguire il Lago di Como con i pittoreschi ambienti della Torre delle Arti di Bellagio, fino a giungere a Roma, negli spazi di Palazzo della Cancelleria Apostolica, zona extraterritoriale della Santa Sede. Le diverse rassegne saranno inaugurate da Daniele Radini Tedeschi, autorevole personalità della cultura italiana, storico, critico e saggista di chiara fama. Tra gli enti coinvolti nel progetto anche il College International de Cannes, fondato nel 1931 dall’intellettuale Paul Valéry, ente di ricerca e studio che ha ospitato a maggio la presentazione dell’intero evento.

 

 

Con opere di Agarla Matteo, Ancilotto Camilla, Askeur Massinissa (Massy), Avantaggiato Massimo Vito, Bachiocco Piera, Barbagallo Sabrina, Bertoncelli Barbara, Bertrecchi Rita, Bogliacino Mariella, Caleffi Iole, Carletti Franco, Carluccio Giorgio, Carradori Remo, Casciotti Alessandra, Castelli Gian Luigi, Ciccarelli Leonardo, Comand Patrizia, Contento Maria Pia, Coppi Maria Beatrice, Corbellini Emanuela, Corso Cecilia Anna, Corvino Cristina, DRO (De Rosa Ornella), Depaoli Gianni, Di Giustino Cleto, Digiovanni Sara, Donati Tamara, Drensi Valcarlo, Dupont Josine, Cor Fafiani, Fanfoni Giuseppe, Favilla (Fiorillo Jessica), Fera Emanuela, Flati Giancarlo, Fusari Giuliana Maria (Maddalena), Gaggio Paola, Gentile Lena, Gonzales Alba, Grande Marisa, Guetta Francesca, Irosa Guido, Lachi Lea (Giancarlo De Luca), Landolfi Silvana, Legnazzi Barbara, Leotta Angela Margherita, Ligrani Massimiliano, Lizzio Salvatore, Lo Prete Letizia, Loliva Francesco, Longhitano Laura, Lupo Tina, Magrin Alberto, Marin Federica, Marrocco Marco, Martin Mauro, Mattes Petra, Medea, Mincuzzi Marina (Art Texture Mosaic), Minutolo Mario, Moglia Paola, Moiso Carla, Montà Fernando, Montalto Adriana, Seger Olivia, Pagnozzi Paola, Parentela Marina, Patella Carla, Pepe Mario, Perghem Gelmi Michelangelo, Perin Juri, Perrone Nino, Pezzino de Geronimo Rossella, Pouget Aline, Prato Tiziana, Premoli Lorena (Lo’s), Pucci Osvalda, Rossetto Paolo, Saar Henrik, Salonia Maria Elvira, Scaglione Antonella, Scocco Cilla Liliana, Serpetti Alessio, Spatara Francesco, Susi Danilo, Talarico Sonia, Toniatti Michele, Tonini Isabella, Vacirca Francesco, Vardar Emel, Velardi Maria, Venuti Silvia, Villa Ilaria, Vinotto Alessandra, Visentini Bernarda, Vitale Tommaso Maurizio, Zenu (Lorenzo Zenucchini).

La Lega Navale Italiana compie 125 anni e per sottolineare al meglio questo prestigioso traguardo, la Presidenza Nazionale ha deciso di organizzare un evento celebrativo al Porto Turistico di Roma al Lido di Ostia (RM), in programma giovedì 23 giugno 2022, alla presenza di autorità civili e militari, atleti e personalità legate al mondo del mare, presidenti e soci della LNI.

A partire dalle ore 18:30 la Banda musicale della Marina Militare – il più antico complesso bandistico militare italiano (1° gennaio 1879), diretto dal Capitano di Vascello Maestro Antonio Barbagallo – allieterà i presenti con un concerto di beneficenza. Con l’occasione, infatti, verranno raccolti dei fondi per l’acquisto di imbarcazioni classe Hansa 303, derive estremamente stabili e di semplice utilizzo che consentono di navigare a vela anche alle persone con gravi disabilità. Ai brani, che spazieranno dal repertorio classico fino al rock, si alterneranno interventi di saluto di testimonial d’eccezione per parlare di ambiente, sport e nautica solidale, da sempre tra i pilastri della missione della Lega Navale Italiana.

Dopo l’apertura musicale, il primo intervento sarà quello di Alberto Luca Recchi. L’esploratore, giornalista, fotografo e subacqueo affronterà la tematica ambientale, da sempre cara alla Lega Navale Italiana, che non ha fatto mai mancare il suo supporto ad attività di prevenzione e pulizia dell’ambiente marino grazie all’impegno delle 260 Sezioni e Delegazioni su tutto il territorio nazionale.

Spazio poi allo sport. Ospiti d’eccezione saranno i velisti Giacomo Ferrari (cresciuto sportivamente nella Sezione L.N.I. di Ostia) e Bianca Caruso attualmente nel gruppo sportivo della Marina Militare. I due sportivi racconteranno le emozioni dei successi internazionali e, soprattutto, della partecipazione alle ultime Olimpiadi di Tokyo, sottolineando l’importanza dello sport per l’inclusione sociale e il rispetto verso l’altro.

Prima dei saluti e ringraziamenti che saranno affidati al Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana, Ammiraglio Donato Marzano, si parlerà di un tema tra i più cari al sodalizio: la nautica solidale. Per l’occasione Andrea Stella racconterà la sua personale esperienza e di come sia nata, nel 2003, “Lo Spirito di Stella”, la Onlus di cui è presidente, impegnata attivamente nella promozione dell’abbattimento delle barriere architettoniche e in favore della pratica sportiva per tutti.

Prima del concerto, dalle ore 17:30, sarà possibile assistere ad una dimostrazione sportiva che si terrà davanti alla spiaggia del Porto, con il coinvolgimento di 20 imbarcazioni tra Optimist, windsurf e canoe che vedrà impegnati i giovani atleti della Sezione L.N.I. di Ostia.

Dopo L’Adolescente di Michelangelo e i San Pietro e San Paolo di El Greco, un nuovo capolavoro delle collezioni del Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo in Russia arriva in mostra a Roma grazie al mecenatismo culturale della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti. È Giovane donna di Pablo Picasso, un dipinto cubista del 1909 mai esposto prima d’ora in Italia.

A partire dal 15 febbraio 2022, il dipinto viene presentato al pubblico presso gli spazi espositivi di Rhinoceros gallery all’interno di Palazzo Rhinoceros, il polo culturale affacciato sull’Arco di Giano e progettato da Jean Nouvel, cuore delle sperimentazioni artistiche e culturali della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti.

Raffaele Curi, che traccia la linea artistica della fondazione, costruisce intorno al dipinto di Picasso un’ampia mappa esperienziale con un approccio immersivo e multimediale, in un percorso capace di mescolare musica, danza (dal Ballet Nacional de España al balletto Parade di Erik Satie) e memorie fotografiche della vita del pittore, dedicando inoltre un focus nella mostra al rapporto tra l’artista spagnolo e l’attore italiano Raf Vallone.

Promossa dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e dal Museo Statale Ermitage e organizzata da Il Cigno GG Edizioni in collaborazione con Ermitage Italia e Villaggio Globale International, la mostra è aperta fino al 15 maggio, con ingresso libero.

È il nuovo, prezioso tassello di una collaborazione pluriennale tra la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e il celebre museo russo che, in occasione dei due precedenti appuntamenti espositivi dedicati a Buonarroti e a El Greco, è stata coronata da un successo di pubblico straordinario.

GIOVANE DONNA DI PICASSO

Giovane donna, olio su tela del 1909, appartiene alle opere preminenti di Pablo Picasso ed è un esempio peculiare della ricerca del pittore nella fase del Cubismo analitico. Il quadro ha partecipato a mostre internazionali ma non è mai stato esposto in Italia prima d’ora, il che rende straordinario l’evento espositivo della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti.

A posare per Picasso è la modella, per quasi 8 anni sua amante, Fernanda Olivier. Il dipinto si rifà apertamente alla tradizione del ritratto da salotto, da cui tuttavia l’artista si discosta arrivando a dipingere la donna come l’idolo di un culto sconosciuto e misterioso.

Al di fuori della rappresentazione canonica di una bellezza ideale, la donna nuda è seduta in una poltrona di forma complessa e si staglia su uno sfondo neutro, scuro e astratto. I suoi occhi sono chiusi, sembra dormiente oppure sognante e la sua testa è leggermente inclinata. Manca una fonte di luce e le parti in cui si scompone il suo corpo sembrano illuminarsi di una luce interna. La corporalità descritta da Picasso è atipica e scultorea. L’estrema semplificazione della forma che si squaderna in molteplici sfaccettature è la componente essenziale di una pittura che si libera di tutti i dettagli secondari, celebrando il trionfo del disegno con linee ora dritte ora arrotondate. “L’artista rifiuta la rigidezza e la palpabilità materiale”, scrive nel testo critico che accompagna la mostra Olga Leontjeva, curatrice della pittura francese della seconda metà del XIX e del XX secolo del Museo Statale Ermitage. “Il suo personaggio diventa quasi effimero, si dissolve nel gioco delle sfaccettature, delle macchie chiare, si fonde con lo sfondo”.

Il dipinto apparteneva a Sergej Ščukin, celebre collezionista e mercante moscovita di opere del Modernismo francese, e fu da lui acquistato direttamente dall’artista.

Il titolo Giovane donna, come quello di altri dipinti di Picasso appartenuti sempre a Ščukin, fu dato dallo stesso collezionista ed è conforme al gusto del suo tempo e alla prudenza con cui, nell’ambiente dei mercanti di Mosca dell’inizio del XX secolo, veniva trattata la nudità.  Sergej Ščukin conobbe l’arte di Picasso a Parigi, dove il pittore si era trasferito a vivere nel 1904, frequentando l’appartamento di Leo e Gertrude Stein in Rue Fleurus che custodiva la più rappresentativa raccolta delle opere prodotte dall’artista fino ad allora.

Fu Matisse nel 1908 ad accompagnare per la prima volta Ščukin nell’atelier di Picasso, dove potè ammirare Les demoiselles d'Avignon. Ci volle un anno per superare l’iniziale titubanza, ma quando il collezionista acquistò la sua prima opera cubista fu presto affascinato da questa nuova pittura, a lui prima incomprensibile, al punto da volere tutta la serie di tele di Picasso del 1908.

In mostra alla Rhinoceros gallery è presente una rara fotografia della sala del palazzo di Ščukin dedicata a Pablo Picasso nel 1914, nella quale si vede anche l’opera Giovane donna: in un ambiente di appena venticinque metri quadrati con le pareti bianche e un soffitto a cupola, si affollavano cinquantuno lavori disposti su più file appartenenti al periodo blu, rosa e cubista del pittore.

A partire dal 1909 Sergej Ščukin iniziò ad aprire la sua residenza ogni domenica all'intellighenzia artistica russa, tra cui giovani pittori che altrimenti non avrebbero mai potuto vedere le tele epocali della sua collezione. Questa visione fu fondamentale per la nascita dell’avanguardia russa.

Requisite dallo Stato a seguito della Rivoluzione del 1917, tutte le opere della straordinaria collezione Ščukin furono nazionalizzate e tenute per oltre trenta anni nei depositi, bollate come “decadenti”. Nel 1948 una parte delle di esse venne destinata all’Ermitage e solo negli anni Cinquanta iniziò finalmente a essere esposta.

La collezione di Picasso del Museo Statale Ermitage a San Pietroburgo con i suoi trentotto dipinti – e tra questi parte delle opere collezionate da Ščukin – è giustamente considerata una delle più importanti al mondo per la rara completezza e per la sua qualità estrema.

L’ALLESTIMENTO, DA PARADE A RAF VALLONE

Il dipinto dell’Ermitage campeggia nello spazio espositivo della Rhinoceros gallery, offrendosi allo sguardo dei visitatori con un potere magnetico irresistibile. Raffaele Curi concepisce la mostra come un teatro, nel quale giganteggia un unico protagonista: lui, Pablo Picasso, con la sua Giovane donna seduta e scomposta secondo le regole geniali della sua invenzione artistica, il Cubismo. Il quadro emerge dal nero delle pareti e sembra illuminato da una luce interiore e preziosa. Un unico segno fortissimo, per raccontare Picasso a tutto tondo.

Racconta Raffaele Curi: “Pi-cas-so il destino di un uomo in un cognome! Ero un bambino di sette anni quando il mio maestro pronunciò per la prima volta il suono da concerto di Pi-cas-so, un artista legato fortemente alla musica. E le sue rivoluzioni pittoriche dal figurativismo al cubismo analitico seguono il classico quasi jazz di Satie, le pavane di Ravel, l’acciaio dorato di Stravinskij. Per me è musica da sempre: PI-CAS-SO”.

È musicale la chiave di lettura proposta da Raffaele Curi lungo il percorso espositivo della mostra, volta a esaltare l’intima armonia dell’arte di Picasso. Il motivo conduttore dell’intervento installativo di Curi è la danza. Si parte da un’avvolgente videoproiezione delle prove dello spettacolo La Templanza del Ballet Nacional de España, in cui il pubblico si trova direttamente immerso nella coreografia di Miguel Angel Berna, tra ritmi di nacchere e vivaci indicazioni impartite ai danzatori, e si arriva alle immagini di Parade, il celebre balletto in un atto del 1917 della compagnia dei Balletti russi di Sergej Djagilev, con musica di Erik Satie, soggetto di Jean Cocteau, coreografia di Léonide Massine, programma di Guillaume Apollinaire e con la direzione artistica di Pablo Picasso, che disegnò il sipario, le scene e i costumi.

Tutti gli ambienti della Rhinoceros gallery sono contaminati da suggestioni picassiane che alterano la percezione dei volumi. Lasciandosi alle spalle le vestigia della Roma antica che circondano il palazzo, i visitatori si ritrovano improvvisamente catapultati nella Parigi di inizio Novecento, davanti allo storico Café de Flore di boulevard Saint-Germain, luogo di ritrovo di artisti, scrittori, filosofi, intellettuali. Il café viene evocato in mostra con una finestra video, come un sogno in cui riecheggiano le voci di Edith Piaf e Charles Trenet.

Un focus nella mostra racconta il rapporto tra Picasso e l’attore Raf Vallone, uno dei pochi personaggi italiani di cui l’artista fu amico, attraverso le fotografie provenienti dall’archivio del figlio Saverio Vallone. Personaggio di rilievo internazionale, non solo attore ma anche partigiano, calciatore e giornalista, Raf Vallone fu un vero intellettuale dal profilo originalissimo. Una foto lo ritrae a casa di Picasso a Parigi. In un’altra del 1958, scattata nel suo camerino, Vallone è in compagnia del pittore, di Jean-Paul Sartre e di Jacques Prévert, dopo il suo debutto parigino nell’opera teatrale Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller con la regia di Peter Brook, che annoverò un successo di pubblico di ben seicento repliche.

Accanto alle fotografie di Vallone, una selezione di immagini della eccezionale vita privata di Pablo Picasso: scatti che lo vedono al fianco di tante personalità dell’epoca, appartenenti al mondo dell’arte, del cinema, della letteratura, della politica e che raccontano la costellazione delle sue amicizie, i suoi amori, la mondanità e l’intimità.

GERTRUDE STEIN E ALDA FENDI

Un filo rosso lega la Roma di oggi e la Parigi di inizio Novecento: quello preziosissimo del mecenatismo. Attraverso gli esperimenti artistici della sua fondazione, Alda Fendi, mecenate ribelle innamorata della Città Eterna (che con questa mostra regala ai suoi concittadini l’occasione straordinaria di ammirare per la prima volta in Italia la Giovane donna di Pablo Picasso), si fa promotrice di una riflessione più ampia sul ruolo e sull’importanza del mecenatismo culturale. Per questo, lungo il percorso espositivo, Alda Fendi si rispecchia idealmente nel ritratto di Gertrude Stein dipinto da Picasso a Parigi tra il 1905 e il 1906, subito dopo il loro primo incontro, ed evocato nell’esposizione sul grande videowall che accoglie i visitatori. Con il fratello Leo, la poetessa e scrittrice Gertrude Stein fu protettrice di artisti e nel loro studio a Montparnasse, vero e proprio cenacolo culturale tra i più vivaci del suo tempo, trovò posto una delle prime mirabili collezioni di arte cubista della storia: non solo Picasso, ma anche Matisse e Derain.

Dichiara Alda Fendi: “Gertrude Stein con il suo gesto accogliente sceglie il talento di Picasso, ne è musa e talvolta consigliera, e tra le numerosissime donne amate dal pittore, forse la preferita. Forza del Mecenatismo e impietosa legge del talento, così scintillante di perdoni e follie. Picasso, il diamante della Stein, regala, attraverso di lei, l’irradiazione che solo il genio sa donare, negando sé stesso al mondo”.

Un amore, quello di Alda Fendi per Parigi, che si fa romanzo, viepiù avvincente nella misura in cui il suo appartamento nella capitale francese, dove ama soggiornare nel corso dei suoi viaggi oltralpe, è quello in rue Bonaparte 42 che fu di Sartre.

In un continuo gioco di rispecchiamenti, se Alda Fendi (insignita della Legion d’Onore dal presidente Macron) si immagina francese e veste i panni di Stein, allo stesso modo Pablo Picasso prende temporaneamente casa a Roma nella Rhinoceros gallery.

Alessia Caruso Fendi, direttrice della galleria, sottolinea l’importanza del terzo appuntamento con l’Ermitage. “La Rhinoceros gallery è un unicum: spazio che presenta opere di artisti, evocazioni culturali, snodi concettuali resi attraverso trasformazioni digitali, ispirazioni musicali. È un contenitore di afflati artistici dalle molteplici facce”. E, in questo senso, l’esposizione di un altro capolavoro, dopo Michelangelo ed El Greco, proveniente dalla prestigiosa istituzione museale russa esalta ancora una volta l’estrema versatilità di questo luogo della cultura non solo capitolina, ma aperta al mondo.

RHINOCEROS GALLERY

Rhinoceros gallery - nato nel 2018 - è uno spazio espositivo nel Foro Boario, in un’area di centrale importanza nella Roma antica, che vede oggi il suo fulcro nello splendido Arco di Giano.

La riqualificazione dell’area comprende il recupero e la ristrutturazione - per opera dell’archistar Jean Nouvel - dello storico palazzo denominato “Rhinoceros”, tra il Velabro, il Palatino e la Bocca della Verità.

Gli spazi artistici della galleria, si snodano lungo i sei piani del palazzo e culminano con lo spazio di Rhinoceros Entr'acte - Le Restau de la Galerie, il ristorante della Rhinoceros gallery e la visione delle terrazze panoramiche.

Sei piani dedicati all’arte, dal segno forte e non convenzionale, è un motore di creatività e un luogo di cultura per produrre esperimenti in assoluta libertà e che si caratterizzano per mostre, creazioni multimediali, action, interferenze artistiche che vanno dalle arti visive a quelle performative, ma anche un modulo per abitare e per vivere l’arte e nell’arte.

Ispiratrice della proposta artistica e culturale della galleria d’arte è la Fondazione Alda Fendi - Esperimenti che ha donato alla città di Roma, l’illuminazione permanente dell’Arco di Giano, realizzata da Vittorio Storaro (vincitore di tre premi Oscar per Apocalypse Now, Reds, L’ultimo imperatore) e Francesca Storaro (lighting designer).

IL RISTORANTE RHINOCEROS ENTR'ACTE

Rhinoceros Entr’acte, Le Restau de la Galerie, il ristorante della Rhinoceros gallery è un nuovo esperimento nel cuore della Rhinoceros Gallery. Teatro, cinema, arte, magia, circo, enfatizzano la ricerca della Gallery, che ora - ospitando Rhinoceros Entr’acte sulla meravigliosa terrazza panoramica - lascia spazio anche alle possibilità infinite della ristorazione.

Non replicare mai un esperimento riuscito, sarà il leit motiv che caratterizzerà Rhinoceros Entr’acte, Le Restau de la Galerie, il ristorante della Rhinoceros gallery dove tutto sarà possibile per chi prova con curiosità e non si arrende alle scelte prosaiche di chi artificializza un successo.

Il 3 dicembre, alle ore 17:30, si terrà l’inaugurazione di Archeologia della memoria, mostra personale del pittore informale Salvatore Bartolomeo, allestita nei suggestivi spazi dello Stadio di Domiziano con il patrocinio della Regione Lazio. La mostra, a cura di Giovanni Argan, Marta Bandini e Marcello Carlino sarà aperta al pubblico fino al 19 dicembre (dal lunedì alla domenica dalle ore 10:00 alle 19:00) e per visitarla sarà necessario possedere il green pass.

 

 

Archeologia della memoria presenta al pubblico venti opere, realizzate da Salvatore Bartolomeo tra gli anni ’80 e i giorni d’oggi, grazie alle quali è possibile ripercorre il suo originale percorso artistico. Attivo dalla metà degli anni ’70, Bartolomeo conduce da più di quarant’anni una coerente ricerca artistica attraverso il linguaggio espressivo dell’informale. Le sue opere, realizzate con la tecnica del collage, si presentano come rilievi di materia e colore consumati dal tempo, che rappresentano ‘luoghi della memoria’. Le opere in mostra si configurano, all’interno dello spazio dello Stadio di Domiziano, come degli ‘affreschi ritrovati’, che instaurano un dialogo tra il passato, in parte perduto, e il presente. Possiamo fare a meno della memoria e della storia? In che modo esse determinano il nostro presente e futuro? Questi sono i quesiti alla base della riflessione di Bartolomeo, che elegge il tempo a protagonista invisibile e silenzioso di tutta la sua ricerca artistica, concependo le sue opere come tessere di un unico grande ‘mosaico’ ad esso dedicato.

 

 

Lo Stadio di Domiziano si trasforma in quest’occasione in un luogo senza tempo, dove il mondo antico e contemporaneo s’incontrano e coesistono, conducendo lo spettatore in un viaggio emotivo attraverso la memoria.

 

 

Salvatore Bartolomeo (Formia, 1946) ha compiuto gli studi di Architettura presso le università di Firenze e di Roma. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero come: Roma, Padova, Firenze, Modica, Bari, Milano, Livorno, Formia e Gaeta oltre che a Berna, Salisburgo, Dublino, San Pietroburgo e Ballinskellings (Irlanda). Ha ideato e diretto con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica per il Lazio Performance multimediali nei siti archeologici del Museo di Formia e negli Scavi di Sant’ Erasmo. È inoltre intervenuto con installazioni sonore e visive nei Criptoportici di Formia, nel Cisternone Romano, nella Tomba di Cicerone a Formia, nel Museo Archeologico di Sperlonga e nel Museo di Terracina. Nel 2002 gli è stato assegnato il Premio Sebastiano Conca (XIV edizione del Porticato Gaetano). Dal 2011 si è dedicato prevalentemente a installazioni multimediali (Archeologie Divaganti) in siti archeologici del territorio laziale con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali e della Regione Lazio.