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Rossella Migliaccio, nata a Napoli e cresciuta a Milano, è una delle più qualificate consulenti d’immagine in Italia, seguitissima su Instagram e autrice del bestseller ‘Armocromia’, edito da Vallardi. Dopo essersi laureata all’Università Bocconi ha iniziato a lavorare nel mondo della pubblicità e dell’editoria di moda. Poi è volata a Londra dove ha conseguito la certificazione internazionale come Consulente di Immagine iniziando a lavorare con clienti privati e aziende in tutta Europa. È diventata, nel corso degli anni, punto di riferimento per marche prestigiose, personaggi pubblici e influencer. La redazione di Luxury Agency News l’ha contattata in esclusiva.

 

Rossella puoi parlarci del tuo percorso? Come e perché ti sei avvicinata alla consulenza d'immagine?

Dopo una laurea in Marketing e una carriera nell’editoria di Moda, mentre ero a Londra sono venuta a conoscenza della professione di Image Consultant, ed è stato amore a prima vista: l’idea che esistesse un mestiere in grado di cambiare così profondamente le persone, aiutandole a riscoprire ed amare loro stesse mi ha colpito ed affascinato al punto di decidere di lasciare quello che era il mio lavoro per lanciarmi in questa nuova avventura. A molti è parsa una decisione avventata, incosciente, perché in Italia si trattava di una professione sconosciuta; tuttavia io non ho mai dubitato della mia scelta, e a distanza di anni posso dire di aver avuto ragione. Ho dunque conseguito proprio a Londra la mia certificazione di Consulente di Immagine, e da allora ho continuato a praticare la mia professione, facendo esperienza tra Milano, Londra, Lugano e Zurigo. Sono anche diventata membro dell’Association of Image Consultants International e ho iniziato ad insegnare in enti e accademie, come il Politecnico di Milano e la Business School del Sole24Ore, fino alla fondazione di Italian Image Institute, il primo Istituto in Italia interamente dedicato alla Consulenza di Immagine.

Cos'è l'Armocromia?

L’Armocromia è una scienza che, come si intuisce dal nome, ha come principio e scopo quello di creare l’armonia dei colori. Analizzando una persona con un metodo specifico ed oggettivo, è quindi possibile stabilire una palette di colori che valorizzi il suo mix cromatico di pelle, occhi e capelli. Non si tratta quindi di una questione di moda, quanto piuttosto di stile e di unicità: la nostra palette ci accompagnerà stagione dopo stagione, perché quello che conta non è il trend del momento ma ciò che ci rende unici sempre.

Quanto sono importanti i colori nella vita in generale delle persone e, soprattutto, nell'abbigliamento?

Tutto ciò che ci circonda è colore, e allora perché non imparare a riconoscere le varie sfumature e scoprire quelle che più ci donano? Nel caso dell’abbigliamento, le giuste nuances ci faranno apparire più rilassati, minimizzeranno i piccoli difetti dell’incarnato e aiuteranno a valorizzare i nostri pregi: non capiterà più sentirsi chiedere se si è stanche anche dopo aver dormito otto ore solo perché magari il colore della maglia non è quello più indicato! Inoltre, un guardaroba #inpalette è funzionale e pratico, dal momento che tutto si abbina con tutto: niente più panico la mattina per trovare il giusto abbinamento, via libera invece a sempre nuove combinazioni. Anche lo shopping sarà meno stressante, perché basterà ignorare i colori “nemici” e lasciarsi tentare da quelli della nostra palette stagionale.

Sei diventata famosa su Instagram. Cosa pensi dei social e di Instagram in particolare? Come possono essere utili? Quali sono gli aspetti negativi?

Penso che i social siano uno strumento potente ed unico: permettono di farsi conoscere e di conoscere, di scoprire, approfondire, comunicare… ci sono tantissime aziende che sono nate e funzionano proprio grazie a queste piattaforme! Ma si tratta anche un terreno insidioso, perché spesso chi li usa (e non solo i più giovani!) non è del tutto in grado di separare la vita reale da quello che percepisce come realtà su Instagram, ad esempio. Per questo penso che spetti a chi ha molti followers prendersi la responsabilità nel produrre contenuti quanto più chiari ed onesti: per una questione di correttezza e per non minare la credibilità di chi, sui social, è riuscito ad affermare la propria professionalità.

In un momento drammatico come questo della quarantena fai dirette, hai inventato l'Indovina chi dell'Armocromia, insomma cerchi di intrattenere i tuoi follower. Come pensi che i social possano aiutare le persone in un periodo difficile come questo?

I social si sono rivelati utilissimi per diffondere messaggi importanti in questo periodo! Penso ad esempio all’iniziativa di Chiara Ferragni e Fedez: la forza della loro presenza sui social ha permesso di raccogliere moltissimi fondi per una nuova unità di cura per il San Raffaele; e così anche tanti altri influencers stanno facendo la loro parte, attivandosi per incentivare le donazioni. Oltre a questo, Instagram, Facebook e affini sono diventati un modo per rimanere uniti: distanza sociale non vuol dire distanza emotiva, anzi! Proprio in questo momento stiamo riscoprendo il valore dello stare assieme, che sia una lezione di yoga con una diretta Instagram o un aperitivo in conference call. Mantenere i legami in questo momento di difficoltà non sarebbe possibile senza i social.

Anche se sei cresciuta a Milano sei nata a Napoli. Che rapporto hai con la tua terra d'origine?

Napoli è la mia terra d’origine, e per questo occupa un posto speciale nel mio cuore: i suoi profumi, i suoi sapori e ovviamente i suoi colori mi accompagnano da sempre, anche qui a Milano, che è diventata la mia città di adozione. Soprattutto credo di aver ereditato da Napoli l’ottimismo che mi ha permesso di lanciarmi nella professione di Consulente di Immagine anche quando gli altri mi dicevano di essere cauta, di non rischiare. Sono da sempre innamorata anche di Milano, della sua vitalità e della sua intraprendenza in ogni occasione: bello scoprire come sia possibile ritrovare un grande cuore in tutta Italia, che è una terra bellissima!

Il lockdown e l’emergenza coronavirus non hanno fermato l’Accademia del Lusso. L’ufficio placement della scuola di moda di alta formazione nell’area fashion & luxury, infatti, ha organizzato, per giugno giugno, dei career days online. Gli studenti avranno la possibilità di svolgere colloqui conoscitivi con le principali realtà del fashion, dalle quali possono essere selezionati per eventuali tirocini. Tra questi ci sono Ermanno Scervino, Liu Jo, Otb, Gruppo Teddy, PVH corp. (Calvin Klein, Tommy Hilfiger) e Burberry.

Oltre ai career days, però, l’ufficio placement ha organizzato dei colloqui online di assessment per valutare le attitudini, le aspettative e le potenzialità dei singoli studenti, così da individuare con largo anticipo le aziende potenzialmente interessate ai loro profili.

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di Sabina Mastrangelo

Durante questo periodo di clausura siamo stati spesso portati a fare previsioni su quello che potrebbe accadere alla ripresa della nostra vita, in generale e nel nostro lavoro quotidiano.

Una delle attività economiche più colpite dalle misure adottate per contrastare la pandemia è stata sicuramente l’organizzazione di eventi, un mondo al quale appartengo ormai da diverso tempo.

Come molti settori anche quello degli eventi aveva bisogno di uno “scossone” per svegliarsi dal torpore in cui era entrato già da molto tempo, ben prima della pandemia. Personalmente ho sempre pensato che quando si tarda a prendere decisioni, a ripensare i propri modelli, ad imboccare strade nuove, arriva inevitabilmente qualche evento inaspettato e spiazzante che costringe comunque a “reinventarsi”. E a farlo subito!

Questo concetto si può trasporre a quello che accadrà nel post Coronavirus per decisioni che non sono state prese prima. So che gli eventi sopravviveranno anche a questo, gli eventi ci saranno sempre… Cambieranno le loro modalità, il numero degli ospiti partecipanti, le location usate, i road-show che non saranno in giro per il mondo ma per il nostro bel paese (aggiungo fortunatamente) per qualche tempo, cambierà il modo in cui mangeremo e che cosa ma gli eventi ci saranno sempre, e con questo vorrei confortare le persone che sono preoccupate della loro estinzione, compresa me stessa.

L’effimero e molto glamour mondo dell’organizzazione ha avuto il suo boom nei primi degli anni 2000, probabilmente per rivedere nuovamente i budget disponibili in quei periodi passerà del tempo, è una realtà che è sopravvissuta alla grande crisi del 2014, dove molte grandi agenzie di fama ci hanno lasciato le penne, ma questo mondo è ancora lì, ergo “ha da passà anche questa nuttata”, come diceva il caro Eduardo De Filippo nella famosa commedia Napoli Milionaria, per vederlo risorgere più splendente che mai.

Quindi cosa dovrebbe o potrebbe accadere di nuovo, al risveglio da questo periodo di blocco, al mondo degli eventi? Personalmente mi augurerei che possano nascere tante e nuove agenzie con ragazzi pieni di voglia di fare ed entusiasmo, un po’ com’era quando ho iniziato, sperando che alcuni di loro siano anche quelli che ho aiutato a formare in Accademia del Lusso; e mi auguro di non rivedere sempre le stesse facce durante i meeting, anche perché ormai hanno le rughe e come si suol dire “facciamo spazio ai giovani”, eh sì perché rivedere sempre le stesse figure significherebbe che la solita italietta dei raccomandati, degli amici dei poteri forti, dei “ti faccio un piacere se lo farai tu a me” avrà vinto, e non deve… Questo è quello che mi auguro, in prima battuta.

Nel mio immaginario gli italiani rimangono sempre “un Popolo di Poeti di Artisti di Eroi di Santi di Pensatori di Scienziati di Navigatori di Trasmigratori” come mostra la scritta sul fronte di Palazzo della Civiltà Italiana a Roma, che con orgoglio posso dire essere stato uno dei miei luoghi di lavoro organizzando proprio grandi e meravigliosi eventi. Quindi forza, teniamo duro, perché avere la possibilità di creare un nuovo mondo dipende molto anche da noi.

Secondo il rapporto annuale di Brand Finance, Gucci e Louis Vuitton sono in cima alla categoria moda dei marchi di lusso più preziosi al mondo. Le case di moda sono arrivate rispettivamente al secondo e terzo posto nella classifica generale dopo Porsche, che è stata classificata come il marchio di lusso più prezioso al mondo.
 
L’elenco è stato fatto da WWD prendendo come riferimento il valore complessivo del marchio, il loro potere nell'influenzare le scelte dei consumatori o investimenti di marketing. Altre case di moda che si sono classificate in cima alla lista sono Cartier al terzo, Chanel al quarto e Hermès al quinto. Rolex, Dior e Coach tra i primi 10.
 
Nonostante questi marchi abbiano ottenuto buoni risultati rispetto alla concorrenza, le prospettive non sono rosee per questo settore dato che Brand Finance prevede che i 50 marchi di lusso più preziosi perderanno circa 20 miliardi di dollari di valore del marchio nel 2020 a causa della pandemia globale. Brand Finance ha aggiunto anche che i marchi di moda e automobili sono stati i più colpiti negativamente, mentre le imprese di bellezza e cosmetici se la stanno cavando meglio. 
 

Le fiere del lusso sono ormai diffuse in tutto il mondo e rappresentano un'occasione per scoprire quali siano i trend e le innovazioni del momento. Le fiere internazionali del lusso sono organizzate per i più svariati motivi: vi sono quelle specializzate nelle automobili, Yacht, jet privati, elicotteri, gioielleria, borse firmate e molti altri beni di prestigio. Gli appassionati amano visitare queste esposizioni e molto spesso osservano scrupolosamente ogni oggetto esposto. Negli ultimi anni sta crescendo la consapevolezza dell'importanza del possedere beni preziosi. Di fatto il miglior modo per promuovere e mettere sul mercato questi prodotti è la loro esposizione in fiere ad hoc per le quali è necessario pagare un biglietto d'ingresso garantendo un introito sicuro agli espositori.

“Il lusso è una necessità che inizia quando la necessità finisce”, disse Coco Chanel. E Secoo, il principale portale e-commerce cinese interamente dedicato alla luxury industry, ha trasportato con successo questa necessità tra i netizen del Dragone.

 

Borse di Gucci, Hermès, Louis Vuitton ed ancora scarpe, maglie e camicie tutte rigorosamente griffate. Potremmo dire di frugare all’interno di qualche armadio di un influencer ed invece, basta girare lo sguardo per vedere postazioni per livestreaming, photoshooting e scrivanie. Luxury Agency News è infatti entrata in esclusiva negli uffici di Secoo a Milano.

 

Lusso ed e-commerce? Questo il trend del futuro. Da alcuni anni, i brand di alta gamma hanno abbracciato in Cina la digitalizzazione ed i canali commerciali online. Non una sorpresa per il Paese più connesso al mondo. Ad oggi i consumatori cinesi sono il motore principale di crescita per il mercato globale del lusso. Anzi, in questo atipico 2020, solo il Dragone, è riuscito a dare segnali positivi in un settore, quello del luxury retail, messo in ginocchio dalle chiusure forzate. 

 

Ad accoglierci Arianna Pigliavento, Business Development Specialist e Liu Yinzuo, General Manager di Secoo Italia, con quest’ultima che ci ha illustrato come lavora la compagnia e le prospettive per l’e-commerce cinese.

 

 

Iniziamo subito a parlare di Secoo, potresti introdurci quali sono i servizi per le aziende europee?

 Secoo nasce nel 2008 a Pechino e ad oggi possiamo dire che è un gruppo ormai diffuso su scala globale con uffici che vanno dall’Asia all’Occidente. Per quanto riguarda le nostre offerte alle aziende europee sicuramente il marketplace di Secoo è uno dei nostri principali servizi. Tuttavia vorrei sottolineare che Secoo offre alle aziende anche servizi non secondari come database analysis, assistenza logistica per l’export verso la Cina, photoshooting ed ovviamente sessioni livestreaming in chiave marketing per meglio raggiungere il pubblico cinese.

 

 

Ci potresti descrivere la filosofia dietro Secoo?

 Sin dai primi anni, Secoo si è focalizzata sul settore del lusso. Ad oggi la compagnia ha stretto collaborazioni con alcuni dei principali player del settore ed i margini di sviluppo sono positivi. Basti pensare che il 70% dei brand di lusso a livello mondiale sono Europei, non è quindi un caso che abbiamo deciso quasi da subito di focalizzarci sul mercato europeo. I nostri interlocutori non sono solamente i singoli brand, ma anche i multibrand store. Noi apriamo un canale privilegiato per tutti coloro vogliono esplorare il mercato cinese. 

 

 

E per quanto riguarda i consumatori cinesi? Quali sono le previsioni? 

 Sicuramente negli anni abbiamo assistito ad un cambiamento delle abitudini di acquisto e consumo degli utenti cinesi. A tale riguardo abbiamo assistito ad una maturazione e crescita del pubblico del Dragone. Secoo offre ai suoi clienti non solo i prodotti delle più grandi maison, ma con la ricerca ai dettagli e al particolare del consumatore cinese di oggi, cerchiamo di offrire anche brand più di nicchia e ricercati. 

                                                                        

 

Da quanto Secoo è presente sul mercato cinese?

 Noi nasciamo a Pechino nel 2008 e nel tempo il nostro portale e-commerce è divenuto un’importante realtà nel luxury e-tailer. Possiamo dire, in un certo senso, siamo stati tra i primi a scommettere nella digitalizzazione dei brand di lusso! Con sedi in Giappone, Corea e Stati Uniti, l’azienda è cresciuta molto, inoltre dal 2017 Secoo è quotata al Nasdaq di New York. 

 

 

So che Secoo è anche presente con un negozio offline, puoi dirci di più su questa iniziativa?

 Sicuramente, l’online è il nostro core business, ma l’offline ha ancora il suo appeal. A Shanghai noi abbiamo un nostro store fisico dove organizziamo anche numerose iniziative per i buyer cinesi. Ed anche a Pechino organizziamo saltuariamente dei pop up store. Tuttavia qualche anno fa, sempre a Shanghai, abbiamo realizzato con MSGM una delle iniziative che, secondo me, è stata tra le più interessanti da noi create. Nello specifico si è trattato dell'installazione di un vero “innovative mirror-image pop-up event”, un evento dedicato interamente ai trendsetter urbani, dove gli specchi, di differente grandezza, hanno dato un'immagine surreale del mondo sotterraneo.

 

 

Il 2020 è stato (anzi è) un anno sicuramente difficile sotto ogni punto di vista. Nonostante le difficoltà, abbiamo visto come il mercato del lusso in Cina abbia saputo resistere, specialmente grazie all’e-commerce. Secondo te, quale è il principale trend del commercio online del Dragone?

 Sicuramente il livestreaming! Ad onor del vero Secoo ha iniziato ad esplorare questo settore nel giugno dell’anno scorso. Quindi possiamo dire che siamo ancora “giovani” quando parliamo di livestreaming. Tuttavia, la risposta del pubblico è stata importante. Soprattutto quest’anno. Durante il periodo più duro della pandemia abbiamo dovuto cambiare interamente il nostro modo di fare business, investendo nel livestreaming e, parallelamente, collaborando con alcuni importanti social media come Douyin. Sono sicura che questo trend sarà tutto in salita anche nel secondo semestre del 2020.

 

 

E per quanto riguarda la “social commerce”?

 Senza dubbio è un trend da tenere sotto osservazione. In Cina, ma a dire la verità un pò ovunque nel mondo, abbiamo assistito alla rapida diffusione delle short video app. E questi social media hanno inaugurato il trend del “social-shopping”. Vedo qualcosa di interessante? Ora posso comprarlo con un click! 

 

 

Rimanendo in tema, il COVID-19 ha sicuramente avuto un impatto non solo sulle aziende, ma anche sulle abitudini di consumo. Hai visto qualche cambiamento a riguardo nel mercato cinese?

 Sicuramente qualcosa è cambiato. Quando parliamo di abitudini di acquisto, abbiamo assistito ad una esplosione dell’e-commerce. Non solo legata alla luxury industry o al normale fashion retail. In Cina, persino i piccoli negozi di quartiere, come frutterie o piccoli chioschi, vendono i loro prodotti online. Anche chi non utilizzava un cellulare, come i più anziani, adesso ne ha uno ed è pronto ad acquistare online. Lo stile di vita delle persone è sicuramente cambiato, non solo il modo di fare shopping.

 

 

In Cina ci sono molti appuntamenti e-commerce come il Singles Day o il 618. Eventi nemmeno paragonabili, per volume di affari, ai nostri Cyber Monday o Black Friday. Secoo vi partecipa attivamente?

Certo, anche noi abbiamo partecipato a questi appuntamenti ormai divenuti un must nel mondo digitale cinese dove, anno dopo anno, vengono macinati record di vendite. Tuttavia vorrei sottolineare che quest’anno anche Secoo avrà una propria iniziativa con un proprio shopping festival. L’appuntamento sarà il 17 dicembre e siamo tutti in attesa di vedere come il pubblico risponderà.

 

 

La mia ultima domanda riguarda l’intero panorama e-commerce cinese, qualche idea sugli sviluppi futuri?

 Attualmente dobbiamo riconoscere che lo scenario pre-pandemia dell’industria del lusso era già caratterizzato da una estrema polarizzazione del digitale che vedeva la Cina crescere, anno dopo anno, come principale mercato per le aziende. Le aziende del settore del Fashion e del Luxury saranno da oggi ancor di più costrette a rivedere i loro posizionamenti per adattarsi alle crescenti necessità caratterizzate dall’attuale panorama. Sicuramente l’offline continuerà ad avere una parte fondamentale in termini di brand awareness e di conoscenza del prodotto da parte dei consumatori, ma l’e-commerce rafforzerà la sua posizione come main driver nelle vendite nel settore del lusso.

 

 

            

Luxury Daily’s live news from Nov. 18 – Gucci plasters artwalls with dreamy, free-spirited images for Mémoire d’une Odeur scent; Saks Fifth Avenue owner files legal papers ahead of shareholder approval to go private; Nordstrom further commits to rental fashion with new Rent the Runway deal; LVMH’s DFS T Galleria goes to sea for Asian retail on world’s two largest cruise ships by passenger cap; New popup in downtown Manhattan cements Hodinkee retail ties with Omega.

Alle porte di Roma nasce un nuovo concetto di moda, che si fonde con arte, danza e design. È Wild Theories, il Creative Store, come lo definiscono le due ideatrici del marchio Giulia Di Bartolomeo e Clizia Miceli, presenta articoli che rappresentano a pieno l’indole delle due ragazze: grande passione, forte determinazione e tanta creatività.

Abbigliamento, ma non solo. Wild Theories, infatti, è una vera e propria ideologia. Tutto nasce dalla linea “Dance”, che propone una serie di articoli (top, leggins, tutine e tanto altro) adatti a soddisfare le esigenze di comodità delle ballerine, ma anche di tutti coloro che amano fare sport.

L’ultima novità by Wild Theories è la linea “Comfy”, una linea che propone tute e abiti comodi, ideali per stare a casa ma anche per uscire. Sono i capi glamour del momento che, con gli accessori giusti, permettono di essere sempre al passo con la moda senza rinunciare a praticità e comfort.

 

Ma, come detto, Wild Theories non è solo abbigliamento. Nell’ultimo anno, infatti, Giulia e Clizia hanno dato vita al nuovo progetto “Creative Lab”, una “Cartoleria Creativa” nata con l’idea di realizzare accessori personalizzabili utili a pianificare le nostre giornate, decorare e abbellire ogni angolo della casa o semplicemente impreziosire e rendere unico ogni evento della nostra vita.

Wild Theories: l’idea trendy e pratica che racchiude in sé fascino ed eleganza e ne fa un vero e proprio stile di vita.