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Secondo il rapporto annuale di Brand Finance, Gucci e Louis Vuitton sono in cima alla categoria moda dei marchi di lusso più preziosi al mondo. Le case di moda sono arrivate rispettivamente al secondo e terzo posto nella classifica generale dopo Porsche, che è stata classificata come il marchio di lusso più prezioso al mondo.
 
L’elenco è stato fatto da WWD prendendo come riferimento il valore complessivo del marchio, il loro potere nell'influenzare le scelte dei consumatori o investimenti di marketing. Altre case di moda che si sono classificate in cima alla lista sono Cartier al terzo, Chanel al quarto e Hermès al quinto. Rolex, Dior e Coach tra i primi 10.
 
Nonostante questi marchi abbiano ottenuto buoni risultati rispetto alla concorrenza, le prospettive non sono rosee per questo settore dato che Brand Finance prevede che i 50 marchi di lusso più preziosi perderanno circa 20 miliardi di dollari di valore del marchio nel 2020 a causa della pandemia globale. Brand Finance ha aggiunto anche che i marchi di moda e automobili sono stati i più colpiti negativamente, mentre le imprese di bellezza e cosmetici se la stanno cavando meglio. 
 

“Il lusso è una necessità che inizia quando la necessità finisce”, disse Coco Chanel. E Secoo, il principale portale e-commerce cinese interamente dedicato alla luxury industry, ha trasportato con successo questa necessità tra i netizen del Dragone.

 

Borse di Gucci, Hermès, Louis Vuitton ed ancora scarpe, maglie e camicie tutte rigorosamente griffate. Potremmo dire di frugare all’interno di qualche armadio di un influencer ed invece, basta girare lo sguardo per vedere postazioni per livestreaming, photoshooting e scrivanie. Luxury Agency News è infatti entrata in esclusiva negli uffici di Secoo a Milano.

 

Lusso ed e-commerce? Questo il trend del futuro. Da alcuni anni, i brand di alta gamma hanno abbracciato in Cina la digitalizzazione ed i canali commerciali online. Non una sorpresa per il Paese più connesso al mondo. Ad oggi i consumatori cinesi sono il motore principale di crescita per il mercato globale del lusso. Anzi, in questo atipico 2020, solo il Dragone, è riuscito a dare segnali positivi in un settore, quello del luxury retail, messo in ginocchio dalle chiusure forzate. 

 

Ad accoglierci Arianna Pigliavento, Business Development Specialist e Liu Yinzuo, General Manager di Secoo Italia, con quest’ultima che ci ha illustrato come lavora la compagnia e le prospettive per l’e-commerce cinese.

 

 

Iniziamo subito a parlare di Secoo, potresti introdurci quali sono i servizi per le aziende europee?

 Secoo nasce nel 2008 a Pechino e ad oggi possiamo dire che è un gruppo ormai diffuso su scala globale con uffici che vanno dall’Asia all’Occidente. Per quanto riguarda le nostre offerte alle aziende europee sicuramente il marketplace di Secoo è uno dei nostri principali servizi. Tuttavia vorrei sottolineare che Secoo offre alle aziende anche servizi non secondari come database analysis, assistenza logistica per l’export verso la Cina, photoshooting ed ovviamente sessioni livestreaming in chiave marketing per meglio raggiungere il pubblico cinese.

 

 

Ci potresti descrivere la filosofia dietro Secoo?

 Sin dai primi anni, Secoo si è focalizzata sul settore del lusso. Ad oggi la compagnia ha stretto collaborazioni con alcuni dei principali player del settore ed i margini di sviluppo sono positivi. Basti pensare che il 70% dei brand di lusso a livello mondiale sono Europei, non è quindi un caso che abbiamo deciso quasi da subito di focalizzarci sul mercato europeo. I nostri interlocutori non sono solamente i singoli brand, ma anche i multibrand store. Noi apriamo un canale privilegiato per tutti coloro vogliono esplorare il mercato cinese. 

 

 

E per quanto riguarda i consumatori cinesi? Quali sono le previsioni? 

 Sicuramente negli anni abbiamo assistito ad un cambiamento delle abitudini di acquisto e consumo degli utenti cinesi. A tale riguardo abbiamo assistito ad una maturazione e crescita del pubblico del Dragone. Secoo offre ai suoi clienti non solo i prodotti delle più grandi maison, ma con la ricerca ai dettagli e al particolare del consumatore cinese di oggi, cerchiamo di offrire anche brand più di nicchia e ricercati. 

                                                                        

 

Da quanto Secoo è presente sul mercato cinese?

 Noi nasciamo a Pechino nel 2008 e nel tempo il nostro portale e-commerce è divenuto un’importante realtà nel luxury e-tailer. Possiamo dire, in un certo senso, siamo stati tra i primi a scommettere nella digitalizzazione dei brand di lusso! Con sedi in Giappone, Corea e Stati Uniti, l’azienda è cresciuta molto, inoltre dal 2017 Secoo è quotata al Nasdaq di New York. 

 

 

So che Secoo è anche presente con un negozio offline, puoi dirci di più su questa iniziativa?

 Sicuramente, l’online è il nostro core business, ma l’offline ha ancora il suo appeal. A Shanghai noi abbiamo un nostro store fisico dove organizziamo anche numerose iniziative per i buyer cinesi. Ed anche a Pechino organizziamo saltuariamente dei pop up store. Tuttavia qualche anno fa, sempre a Shanghai, abbiamo realizzato con MSGM una delle iniziative che, secondo me, è stata tra le più interessanti da noi create. Nello specifico si è trattato dell'installazione di un vero “innovative mirror-image pop-up event”, un evento dedicato interamente ai trendsetter urbani, dove gli specchi, di differente grandezza, hanno dato un'immagine surreale del mondo sotterraneo.

 

 

Il 2020 è stato (anzi è) un anno sicuramente difficile sotto ogni punto di vista. Nonostante le difficoltà, abbiamo visto come il mercato del lusso in Cina abbia saputo resistere, specialmente grazie all’e-commerce. Secondo te, quale è il principale trend del commercio online del Dragone?

 Sicuramente il livestreaming! Ad onor del vero Secoo ha iniziato ad esplorare questo settore nel giugno dell’anno scorso. Quindi possiamo dire che siamo ancora “giovani” quando parliamo di livestreaming. Tuttavia, la risposta del pubblico è stata importante. Soprattutto quest’anno. Durante il periodo più duro della pandemia abbiamo dovuto cambiare interamente il nostro modo di fare business, investendo nel livestreaming e, parallelamente, collaborando con alcuni importanti social media come Douyin. Sono sicura che questo trend sarà tutto in salita anche nel secondo semestre del 2020.

 

 

E per quanto riguarda la “social commerce”?

 Senza dubbio è un trend da tenere sotto osservazione. In Cina, ma a dire la verità un pò ovunque nel mondo, abbiamo assistito alla rapida diffusione delle short video app. E questi social media hanno inaugurato il trend del “social-shopping”. Vedo qualcosa di interessante? Ora posso comprarlo con un click! 

 

 

Rimanendo in tema, il COVID-19 ha sicuramente avuto un impatto non solo sulle aziende, ma anche sulle abitudini di consumo. Hai visto qualche cambiamento a riguardo nel mercato cinese?

 Sicuramente qualcosa è cambiato. Quando parliamo di abitudini di acquisto, abbiamo assistito ad una esplosione dell’e-commerce. Non solo legata alla luxury industry o al normale fashion retail. In Cina, persino i piccoli negozi di quartiere, come frutterie o piccoli chioschi, vendono i loro prodotti online. Anche chi non utilizzava un cellulare, come i più anziani, adesso ne ha uno ed è pronto ad acquistare online. Lo stile di vita delle persone è sicuramente cambiato, non solo il modo di fare shopping.

 

 

In Cina ci sono molti appuntamenti e-commerce come il Singles Day o il 618. Eventi nemmeno paragonabili, per volume di affari, ai nostri Cyber Monday o Black Friday. Secoo vi partecipa attivamente?

Certo, anche noi abbiamo partecipato a questi appuntamenti ormai divenuti un must nel mondo digitale cinese dove, anno dopo anno, vengono macinati record di vendite. Tuttavia vorrei sottolineare che quest’anno anche Secoo avrà una propria iniziativa con un proprio shopping festival. L’appuntamento sarà il 17 dicembre e siamo tutti in attesa di vedere come il pubblico risponderà.

 

 

La mia ultima domanda riguarda l’intero panorama e-commerce cinese, qualche idea sugli sviluppi futuri?

 Attualmente dobbiamo riconoscere che lo scenario pre-pandemia dell’industria del lusso era già caratterizzato da una estrema polarizzazione del digitale che vedeva la Cina crescere, anno dopo anno, come principale mercato per le aziende. Le aziende del settore del Fashion e del Luxury saranno da oggi ancor di più costrette a rivedere i loro posizionamenti per adattarsi alle crescenti necessità caratterizzate dall’attuale panorama. Sicuramente l’offline continuerà ad avere una parte fondamentale in termini di brand awareness e di conoscenza del prodotto da parte dei consumatori, ma l’e-commerce rafforzerà la sua posizione come main driver nelle vendite nel settore del lusso.

 

 

            

Alle porte di Roma nasce un nuovo concetto di moda, che si fonde con arte, danza e design. È Wild Theories, il Creative Store, come lo definiscono le due ideatrici del marchio Giulia Di Bartolomeo e Clizia Miceli, presenta articoli che rappresentano a pieno l’indole delle due ragazze: grande passione, forte determinazione e tanta creatività.

Abbigliamento, ma non solo. Wild Theories, infatti, è una vera e propria ideologia. Tutto nasce dalla linea “Dance”, che propone una serie di articoli (top, leggins, tutine e tanto altro) adatti a soddisfare le esigenze di comodità delle ballerine, ma anche di tutti coloro che amano fare sport.

L’ultima novità by Wild Theories è la linea “Comfy”, una linea che propone tute e abiti comodi, ideali per stare a casa ma anche per uscire. Sono i capi glamour del momento che, con gli accessori giusti, permettono di essere sempre al passo con la moda senza rinunciare a praticità e comfort.

 

Ma, come detto, Wild Theories non è solo abbigliamento. Nell’ultimo anno, infatti, Giulia e Clizia hanno dato vita al nuovo progetto “Creative Lab”, una “Cartoleria Creativa” nata con l’idea di realizzare accessori personalizzabili utili a pianificare le nostre giornate, decorare e abbellire ogni angolo della casa o semplicemente impreziosire e rendere unico ogni evento della nostra vita.

Wild Theories: l’idea trendy e pratica che racchiude in sé fascino ed eleganza e ne fa un vero e proprio stile di vita.

La casa di moda francese Louis Vuitton ha da poco lanciato una campagna pubblicitaria per le sue borse Twist con l'attrice americana e attivista per i diritti civili Laura Harrier. Dal 2015, la borsa Twist è diventata una delle borse più riconoscibili di Louis Vuitton con la sua firma LV twist-lock, reinventata per ogni stagione. 
 
L’attrice e attivista americana è stata scelta per il suo spirito moderno e giovanile. In un video di un minuto si vede la Harrier che balla e salta lungo l'iconico molo di Malibu nel sud della California, sfoggiando la nuova borsa Twist con la tracolla ricamata staccabile. La canzone "Filme moi" dell'artista musicale francese Alice et Moi trasporta un'energia vivace in tutto il video come colonna sonora e riflette le immagini della California meridionale.
 
Per la collezione primaverile, i nuovi modelli dell'iconica borsa Twist offrono abbellimenti intrecciati femminili, un cinturino in tessuto monocromatico o un grande cinturino in tessuto, oltre a nuove tonalità vivaci per abbinare la personalità audace della borsa.
 
Louis Vuitton ha recentemente “flirtato” con la cultura giovanile attraverso una serie di collaborazioni e collezioni in quello che sembra essere uno sforzo per raggiungere i consumatori emergenti. Ad esempio, a dicembre, il marchio ha arruolato il disc jockey sudcoreano e l'influencer Peggy Gou per modellare le scarpe per la sua collezione FW20. In una serie di immagini fisse e in un breve filmato, Gou ha portato un elemento di tendenza giovanile alla campagna mentre accompagnava il suo pubblico in un tour in bicicletta di Berlino, vestita con abbigliamento e calzature Louis Vuitton.
 
In una collaborazione con la principessa Maria-Olimpia di Grecia e Danimarca, invece, Louis Vuitton ha esplorato Parigi in una campagna spensierata ed energica per promuovere la sua nuova collezione di borse Capucines. L'epitome dell'eleganza francese, il film e l'architettura geometrica delle borse incarnavano il savoir-faire del marchio.
 
 
 
 

Forgiato in nobile platino, l'orologio in edizione limitata di 50 pezzi Calendario Cinese Tradizione rende omaggio alla cultura millenaria dell'Impero di Mezzo. Su un quadrante plasmato in smalto grand feu, questo segnatempo d'eccezione rivela la complessità della visualizzazione, coniugando le indicazioni del calendario cinese con quelle del datario gregoriano e le fasi lunari – le specialità della Manifattura Blancpain.

A differenza del calendario gregoriano, la cui unità di misura è basata sulla giornata solare, il calendario cinese tradizionale lunisolare segue il ciclo lunare. Infatti offre, oltre alle ore e i minuti, la data e le fasi lunari, l'orologio Calendario Cinese Tradizionale di Blancpain anche le principali indicazioni del calendario cinese tradizionale: ore doppie, giorni, mesi e mesi intercalari, i segni zodiacali, i cinque elementi e i 10 pilastri celesti. Questi ultimi, combinati con i 12 tronchi terrestri – simbolicamente rappresentati dagli animali dello zodiaco – consentono di ottenere 60 coppie differenti che formano il ciclo sessagesimale del sistema cinese della misura del tempo.

Nonostante la loro associazione complessa, queste funzioni si leggono con chiarezza sul quadrante rialzato di numeri romani in oro e lancette a forma di foglia di salvia évidé. Il bufalo, animale dell'anno 2021, compare in una finestrella a ore 12, sormontando il contatore delle ore doppie. Posizionati simmetricamente a ore 3 e a ore 9, due contatori indicano rispettivamente i tronchi celesti e i cinque elementi, oltre al mese e alla data, tramite lancette e i mesi intercalari un'apertura rotonda. Emblematiche degli orologi con calendario completo di #blancpain, le fasi lunari, che determinano i mesi del calendario cinese, si leggono a ore 6, mentre una lancetta a serpentina azzurrata indica i numeri del datario sul contorno del quadrante.

Questa complicazione innovativa, una vera sfida meccanica realizzata in 5 anni di sviluppo, si materializza nel calibro 3638 a carica automatica. Dotato di una riserva di marcia di sette giorni, questo movimento di alta orologeria è inserito in una cassa da 45 mm con una corona incastonata di un rubino cabochon. Inoltre possiede il sistema di correttori sotto corna brevettato da Blancpain per facilitare la regolazione delle funzioni. Il coronamento è il fondo in vetro zaffiro che consente di ammirare le finizioni del calibro e della sua massa oscillante in oro bianco, sui quali è incise l'animale dello zodiaco cinese dell'anno.

Dan John, azienda di moda maschile fondata da Daniele Raccah e Giovanni Della Rocca, apre un nuovo punto vendita nella città di Roma, città natale del brand.
 
Il nuovo negozio si trova in Viale Marconi 45/47 ed è un elegante store nella via più commerciale del quartiere ed è uno dei tanti negozi aperti in questo periodo, sia a livello nazionale, sia internazionale, che rispecchia l'intento di espansione del brand. Negli ultimi mesi, sono state 17 le nuove aperture, 12 in Italia e 5 all’estero.
 
Per il brand sono poi molti i successi con il premio per la migliore nel settore retail per l'abbigliamento della prestigiosa classifica annuale “Leader della crescita in Italia nel 2020”, elaborata da Statista per il Sole 24 Ore e il riconoscimento del Financial Times, che l’ha inserita nella classifica delle 1.000 aziende europee con il più alto tasso di crescita, prima in Europa per il settore abbigliamento.