Parigi, la città dei bistrot
Tavolini ravvicinati, specchi d’epoca, banconi in zinco e boiserie: i bistrot sono parte integrante dell’estetica parigina. Luoghi in cui il tempo sembra sospeso, tra convivialità spontanea e una cucina che resta fedele alla tradizione. Nonostante il mutare delle mode, il loro fascino rimane intatto, complice la storicità di insegne ultracentenarie e una proposta gastronomica che celebra i classici: uova alla maionese, zuppa di cipolle, escargot, bœuf bourguignon. In una capitale sempre più cosmopolita, è ancora possibile concedersi una pausa autentica.
Allard, nel cuore del Quartiere Latino, nasce negli anni Trenta e oggi fa parte del gruppo Ducasse. L’eredità di Marthe Allard, borgognona e custode di ricette di famiglia, vive in piatti come l’anatra di Challans alle olive, la spalla di agnello del Limousin e il Coq au vin. L’atmosfera Belle Époque e una formula pranzo curata completano l’esperienza.
In zona Gare du Nord, Les Arlots interpreta lo spirito più vivace del bistrot: tavoli serrati, lavagna con i piatti del giorno, cucina di conforto – dalla salsiccia con purè al pâté en croûte – e una selezione di vini naturali.
A Belleville, Le Baratin della chef Raquel Carena è un indirizzo amato da gourmet e addetti ai lavori. Menu scritto a mano, forte legame con i produttori e piatti iconici come la coda di bue all’arancia raccontano una visione personale e rigorosa.
Le Bon Georges coniuga tradizione e precisione contemporanea: uova alla maionese, entrecôte, Blonde d’Aquitaine e una cantina importante ne fanno un riferimento per intenditori.
Infine, Le Bougainville, nella Galleria Vivienne, offre un’eleganza rétro anni ’50 e una cucina rassicurante, tra croque, gratin e tarte tatin. Un rifugio discreto nel cuore di Parigi.

















