Milano-Cortina 2026, grande inizio degli azzurri ma qualche problema su medaglie e organizzazione
L’Italia parte bene ai Giochi di casa di Milano-Cortina 2026. Dopo le tre medaglie del primo giorno la spedizione azzurra riesce nell’impresa storica, di conquistarne ben sei nella seconda giornata un record per l’Italia ai Giochi Invernali. Unico peccato è quello di avere un solo oro quello di Francesca Lollobrigida nel pattinaggio di velocità, con il successo nei 3000 metri femminili nel giorno in cui l’azzurra ha compiuto 35 anni, con una prestazione monstre, una progressione finale da urlo che è valsa il record Olimpico della specialità. Ma le prime medaglie della spedizione azzurra sono arrivate dall’Italjet sotto il sole di Bormio, in una giornata perfetta per scender giù allo Stelvio Ski Center, con Giovanni Franzoni, il re di Kitzbühel, che si mette al collo l’argento Olimpico al suo debutto in una competizione a cinque cerchi, con appena due decimi di ritardo su von Allmen, che si è imposto col tempo di 1:15.61. E il bronzo di Dominik Paris, sei vittorie in discesa su questa pista, mai una medaglia Olimpica prima d’ora. Nel tracciato che più ama, il 36enne di Merano corona un obiettivo inseguito da una vita e solo sfiorato nelle quattro precedenti edizioni. L’inchino al pubblico sugli spalti è il saluto di chi, su questa neve, ha ottenuto le vittorie più belle. Questa medaglia di bronzo si aggiunge alla lista dei ricordi indelebili della carriera.
Le altre 6 medaglie per l’Italia sono arrivate dalla staffetta mista del biathlon con un ottimo argento. Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi hanno chiuso al secondo posto nella 4×6 km alle spalle della Francia, medaglia d’oro, e davanti alla Germania, bronzo. Poi le cinque medaglie di bronzo con Sofia Goggia al terzo posto nella discesa libera femminile che ha visto la rovinosa caduta della statunitense Lindsey Vonn, Lucia Dalmasso terza nello snowboard, Riccardo Lorello nei 5000 metri del pattinaggio velocità e Dominik Fischnaller nello slittino, mentre a chiudere è arrivato quello nel team event di pattinaggio.
Una organizzazione sportiva che sta rasentando la perfezione, con una preparazione quasi maniacale da parte degli staff tecnici e della preparazione olimpica, come ha più volte tenuto a sottolineare il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, ma qualche problema organizzativo-gestionale. Problemi soprattutto sui trasporti, per gli spostamenti di pubblico, atleti e media e sulle medaglie. Già diversi sono gli atleti che hanno lamentato danneggiamenti ai loro trofei. La campionessa olimpica statunitense di discesa libera Breezy Johnson, la medaglia d’argento svedese di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice artistica statunitense Alysa Liu e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow hanno tutti subito incidenti, soprattutto mentre saltavano per festeggiare. Strelow ha riparato il tutto da solo, anche se con un graffio. Un video della squadra tedesca su Instagram recitava: “Ehi Olimpiadi, cosa succede con quelle medaglie?”, ora si cercherà di capire e porre rimedio.

















